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La mia buona cucina

Cappello chef
... credo che in tutte le ricette ci debba essere ingrediente prima degli altri: la passione.
Io questa passione l'ho ereditata dalle nonne ma soprattutto da mio padre e ho deciso di continuare a coltivarla anche attraverso quest'attività verso la quale, peraltro, sono stata spinta da amici e parenti. Trovo che cucinare sia terapeutico e rilassante; in cucina si dimostra creatività e fantasia ma anche amore per gli altri.
Spero di poter trasmettere anche a voi il piacere della buona e sana cucina della tradizione con un pizzico di innovazione e sarò felice di essere contattata anche solo per informazioni e piccoli consigli.

Eccomi qui, sono Nadia Malpassi e sono nata a Roma il 15 aprile del 1960.
Dopo aver conseguito il diploma al liceo linguistico in inglese, francese e spagnolo, ho studiato presso l'ISMEO lingua e cultura cinese. Durante questo periodo di studio ho avuto la fortuna di poter viaggiare molto e il bello era alloggiare non in albergo ma presso famiglie. In questo modo, oltre ad approfondire più facilmente lo studio della lingua, potevo capire meglio le vere abitudini e gli usi dei paesi che visitavo e naturalmente potevo gustare la cucina casalinga che altrettanto rispetta e riflette modi e stili di vita.
Per 15 anni ho gestito insieme a mia madre l'attività di famiglia, una bellissima cartolibreria nel centro di Roma. Ho potuto collezionare e leggere una gran quantità di testi sulla cucina e l'alimentazione, che mi ha sempre interessato, che ora occupano diversi metri della mia libreria, e dal 1987 ho iniziato ad acquistare riviste di cucina, due testate in particolare, che conservo e ancora consulto, ben suddivise per mese.
Dal 2006 vivo ad Anguillara Sabazia sul lago di Bracciano, vicinissimo a Roma che è da sempre il mio grande amore!
FotoNadia

Nella mia famiglia la cucina è sempre stata il fulcro della casa. Una passione che viene dai nonni e poi attraverso mio padre a me. Adoro passare il tempo al mercato o nelle aziende agricole a scoprire nuovi prodotti e poi correre a casa a cucinarli. Della cucina mi piace tutto, preparare, impastare, cuocere, decorare e anche pulire!
Naturalmente tutto questo era un hobby a cui ho cominciato a dedicare sempre più tempo; quindi ho deciso di trasformarlo in attività. Ho collaborato nella cucina di un ristorante pulendo patate e lavando pesce all'inizio, fino ad arrivare alla composizione dei piatti. Ho fatto pratica sulla "pelle" dei familiari e degli amici prima, poi, con il passa parola ho iniziato a "mietere successi" nell'organizzazione di eventi, sempre in collaborazione con altri professionisti del settore. E quindi iscrizione alla Federazione Italiana Cuochi, il corso HACCP per la manipolazione di alimenti e somministrazione, insomma tutto quello che serve per essere "sulla piazza" con i giusti requisiti.

Nei miei ricordi c'è il profumo delle cucine di casa. Con la nonna materna passavamo tutta l'estate. Nel suo paese d'origine dove tutto sembrava essere a dimensione assolutamente umana, passeggiare per i vicoli era come girare per casa perché tutti si conoscevano e perché dalle finestre aperte, verso ora di pranzo, si potevano sentire i rumori ma soprattutto i profumi delle altrui cucine. Con la nonna si andava a raccogliere le more per farne marmellate o mele per delle squisite torte. Se pioveva si pasticciava sul tavolone di marmo della cucina per fare frittelle o inventare forme nuove per biscotti. Tarantina d'origine la nonna paterna, quando io avevo quattro o cinque anni, passava ormai le sue giornate in cucina. Rimanevo incantata a guardarla mentre puliva sapientemente broccoletti o carciofi (e quant'altro mio padre le comprava al mercato), mentre mi raccontava come fosse una bella fiaba, come li avrebbe cucinati.
E poi mio padre nato e cresciuto orgogliosamente a Roma, ha sempre avuto la passione per la buona tavola e un irrefrenabile piacere nell'ospitare amici e parenti per far gustare la sua cucina grazie anche all'apporto immancabile di mia madre che, ancora oggi, prepara e addobba splendide tavolate. Il sabato mattina lo si poteva incontrare nei soliti tre negozi del centro dove andava a fare la spesa e dove spesso rilasciava ricettine speciali e consigli ai clienti dei suoi amici bottegai. La mattina della domenica amava alzarsi presto per cominciare a pensare e ideare deliziosi pranzi.
Quando arrivavo io curiosa e affamata di sapere, lo aiutavo come potevo, gli chiedevo chiarimenti ma soprattutto lo osservavo. Rivedevo nelle sue mani quelle della nonna, ma soprattutto ammiravo orgogliosa con quanta cura e attenzione preparasse, ricordando o inventando, piatti meravigliosi per gli amici o anche solo per noi. Insomma, io ho sempre avuto difficoltà a ritrovare gli stessi sapori dei piatti preparati a casa mia, in quelli del ristorante. E credo che in tutte le ricette ci debba essere ingrediente prima degli altri: la passione.
Io questa passione l'ho ereditata dalle nonne ma soprattutto da mio padre e ho deciso di continuare a coltivarla anche attraverso quest'attività verso la quale, peraltro, sono stata spinta da amici e parenti. Trovo che cucinare sia terapeutico e rilassante; in cucina si dimostra creatività e fantasia ma anche amore per gli altri.
Spero di poter trasmettere anche a voi il piacere della buona e sana cucina della tradizione con un pizzico di innovazione e sarò felice di essere contattata anche solo per informazioni e piccoli consigli.

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