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Όδοντογλυφίς e dentiscalpium In evidenza

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Queste misteriose parole in greco e in latino significano stuzzicadenti.
Probabilmente i nostri antenati cavernicoli si cacciavano fra i denti ossicini di animali o spine di pesce.
Certamente i Babilonesi, gli Egizi e i Greci usavano sottili punte di legno, ma questi fragili oggetti non ci sono pervenuti.
I Romani ne facevano grande uso e anzi era una delle strenne favorite da scambiarsi durante le festività.
In Cina e in Giappone l'uso risale a tempi antichissimi.


Gli Indù debbono pulirsi i denti ogni mattina al sorgere del sole fuori dall'uscio di casa e poi gettar via lo stecchino che è impuro a causa della saliva.
Nelle Mille e una notte, novella n° 375, una fanciulla canta: 'sono diventata secca e sottile quanto uno stecco da denti!'
Erasmo da Rotterdam, il grande umanista del '500, raccomanda di pulire i denti con quel piccolo osso che si estrae dallo sperone dei polli e non con il coltello o le unghie.
Grandi signori hanno avuto dentiscalpi fatti d'avorio e metalli preziosi, a volte ornati con diamanti e perle. Re Carlo I d'Inghilterra, salendo sul patibolo nel 1649, regalò a un amico il suo stecchino rilegato in oro. Questo piccolo oggetto fu venduto per una enorme somma, duecentocinquant'anni più tardi, ad un'asta pubblica a Londra.
Lo spazzolino da denti nacque soltanto alla fine del settecento.